Sono corsi in sessantamila (per un incasso di 22 milioni!) i tifosi torinesi per offrire al derby la giusta cornice che merita. Il Torino, forte di 6 lunghezze di stacco dall’Inter prima inseguitrice, ha dalla sua il pronostico, favorito anche dal fatto che può schierare la migliore formazione, col solo Martelli a rilevare Grezar.
La Juventus, che gioca col lutto braccio per l’improvvisa morte dello storico dirigente Vittorio Tapparone, punta al colpaccio che la riporterebbe nella zona alta della classifica, sveltendo la manovra con l’esclusione di Depetrini e Locatelli, ritenuti meno idonei al compito del rientrante Parola e di Sentimenti III posto a guardia di Mazzola.
Al fischio dell’arbitro Galeati, è il Toro a farsi sotto e sin dalle prime battute si ha chiara l’intuizione di quale potrà essere il registro del match: granata a comandare il gioco, bianconeri a difendere per provare a pungere in contropiede. Dopo qualche avvisaglia, trascorso poco più di un quarto d’ora, i Campioni passano.
Una trama fitta a metà campo è sbrogliata da Mazzola che lancia Gabetto in profondità. Parola è colto di sorpresa dal guizzo del centravanti granata che sa sorprendere anche il portiere juventino Sentimenti IV, rimasto incerto se andargli o no incontro, con una leggera puntata, con il pallone che prima bacia il palo di destra e poi si adagia in rete per l’1-0. Vessilli e bandiere, un gran boato per questo primo punto. Se solo la traversa non avesse respinto la bordata al volo di Ossola, imbeccato al bacio da Martelli, le squadre sarebbero andate al riposo sul 2-0.
Chi si aspetta una nuova fulminea partenza dei granata, non può che sorprendersi dal pareggio juventino che arriva dopo appena cinque minuti dalla ripresa del gioco. Stranamente Maroso, sempre attento, cincischia col pallone e se lo fa uscire lungo la linea laterale. Ploeger appoggia con le mani a John Hansen che, lesto lesto, lancia Cergoli, il più vivo fra gli attaccanti juventini. La corsa è rapida quanto il tiro: Bacigalupo si tuffa, ma pare in ritardo e tutto torna al punto di partenza.
Non ci sta il Toro e, giusto il tempo di riordinare le idee, torna subito in vantaggio. “Cochi” Sentimenti sventa un fulmine ravvicinato di Gabetto. Il calcio d’angolo è battuto da Menti, Mazzola stacca di testa, il portiere juventino prova a prenderla, ma la palla gli trilla fra le mani e cade quasi sulla linea dove è in agguato Loik che deve solo appoggiare in rete: 2-1. Parola e compagni contestano un tocco di mano del numero 8 granata, ma l’arbitro, a due passi dall’azione, non li sta a sentire.
Per la Juve è finita, ha retto fin che ha potuto ma, ora che l’attacco granata ha pienamente carburato, gli argini si sono rotti. Uno spettacolo così descritto da Renato Casalbore: “Il gioco d’attacco del Torino è oggi come risorto e suscita ammirazione. Col suo gioco preciso e convincente, saldato dalle mezze ali, sostenuto dai pilastri dei mediani laterali, tutto a girandola ubriacante che s’addensa in un settore e diventa minaccioso e risolutivo con uno spostamento, già intuito, dall’altra parte del fronte offensivo. Attacchi a ventaglio, uomini che scattano e si smarcano, eludono i difensori; palla gettata con accorgimento nelle zone sgombre di avversari, maglie granata che precedono quelle dei rivali…”.
Non può che arrivare il terzo punto. Lo coglie al 69° ancora Loik, in giornata di vena. Azione martellante: la palla viaggia da Menti a Ossola, cross per Gabetto che, a modo suo, tenta a vuoto una girata acrobatica, così la palla schizza lateralmente sui piedi di Loik, pronto a fulminare Sentimenti IV con un tracciante rasoterra a fil di montante: 3-1.
I granata si abbracciano, esultano: tengono a distanza l’Inter, che intanto batte a fatica 2-1 il Genoa, e sentono sempre più vicino il profumo del quinto scudetto.
Negli spogliatoi bianconeri Hansen candidamente confessa: “Ha vinto la squadra migliore, non ritenevo il Torino così forte… e che bravi Castigliano e Mazzola!”. Gli fa eco Rava: “Niente da dire, sono stati i più forti”. In quelli granata, Ossola trancia un parere impietoso: “Si poteva vincere ancor più nettamente”, mentre il presidente Novo sintetizza: “Una bella gara. Il Torino ha giocato oggi la più bella partita del campionato. La Juventus? Un po’ disorientata!”.
I granata sono euforici, non possono certo immaginare di avere appena concluso il loro ultimo derby e che un agguato senza scampo li sta attendendo sulla collina di Superga.
Le formazioni:
Torino: Bacigalupo, Ballarin, Maroso; Martelli, Rigamonti, Castigliano; Menti, Loik, Gabetto,
Mazzola, Ossola.
Juventus: Sentimenti IV, Manente, Rava; Sentimenti III, Parola, Angeleri; Ploeger, Cergoli,
Boniperti, John Hansen, Caprile.
Arbitro: Galeati di Bologna
Reti: 17’ Gabetto, 49’ Cergoli (J), 55’ Loik, 69’ Loik.



