Il gemellaggio che nasce dalla tragedia di Superga
La seconda divisa del Torino 2016-17 firmata Kappa racconta una storia di fratellanza che attraversa oceani e generazioni. Il fascione granata diagonale su campo bianco non è scelta estetica casuale: è un omaggio esplicito al River Plate, il club argentino legato al Torino da un’amicizia nata nei giorni più tristi della storia granata.
Dopo il 4 maggio 1949, quando la tragedia di Superga spezza il Grande Torino, il River Plate è tra i primi a tendere la mano. Organizza amichevoli e raccolte fondi per aiutare la società granata, gesto che non stupisce considerando la folta comunità piemontese in Argentina e la fama mondiale conquistata dalla squadra di Valentino Mazzola. Quel legame non si è mai spezzato: diventa gemellaggio ufficiale che periodicamente le due società celebrano attraverso le divise ufficiali.
Questa maglia away 2016-17 segue una tradizione inaugurata nella stagione 1998-99 con Kelme e ripresa nel 2007-08 con Asics: il Torino veste i colori dei “Los Millonarios” in segno di riconoscenza e amicizia duratura.
La maglia: citazione visiva e tecnologia
La “Kappa Kombat Away” si basa sull’inversione cromatica rispetto alla prima maglia. Il bianco domina la superficie, interrotto dalla banda granata che attraversa diagonalmente il torace dalla spalla destra verso il fianco sinistro, replicando l’iconica fascia del River Plate.
Il girocollo presenta un sottile bordo granata che disegna il perimetro dello scollo, dettaglio che richiama il colore sociale mantenendo la pulizia formale della divisa. La soluzione è minimalista ma efficace: il bordino definisce senza appesantire, crea continuità cromatica tra il bianco dominante e il granata della banda e si abbina al colore dei pantaloncini.
La vestibilità Skinfit che caratterizza le produzioni Kappa del periodo impone tagli aderenti studiati per seguire il corpo del calciatore. Questa filosofia costruttiva privilegia l’aerodinamicità e riduce gli attriti del tessuto durante il movimento, allineandosi agli standard tecnici contemporanei che hanno progressivamente abbandonato le vestibilità larghe degli anni Novanta.
Il materiale sintetico incorpora fori di traspirazione sui fianchi per facilitare la termoregolazione. Questi inserti traforati non sono visibili a distanza ma rappresentano un’evoluzione tecnica significativa rispetto alle maglie del passato.
Il torello nella banda: sintesi identitaria
La scelta più significativa dal punto di vista del design riguarda il torello stilizzato. Kappa elimina lo scudo tradizionale e colloca il simbolo del Toro in bianco all’interno della banda granata, sulla spalla sinistra. Questa soluzione compositiva risolve brillantemente il problema di mantenere l’identità granata su una maglia che omaggia il River.
Il torello bianco su granata acquisisce massima leggibilità, trasformandosi da semplice applicazione a elemento integrato nel sistema grafico della divisa. Non più badge separato ma parte costitutiva della banda, dialoga con il fascione invece di sovrapporsi.
Il logo Kappa sul lato destro completa il sistema di branding, mentre la banda stessa diventa elemento narrativo che racconta la storia del gemellaggio tra le due società attraverso puro linguaggio grafico.
Il valore nel collezionismo
Per i collezionisti, questa maglia rappresenta la testimonianza tangibile di un legame che supera la dimensione sportiva. Non tutte le seconde divise raccontano storie: molte nascono da pure logiche commerciali o estetiche. Questa, invece, porta addosso memoria e gratitudine, trasformando l’omaggio al River Plate in dichiarazione d’identità.
Per chi colleziona maglie ufficiali delle squadre di calcio, possedere questa seconda divisa del Torino FC significa custodire un pezzo di quella fratellanza nata dalla tragedia e trasformata in legame indissolubile.
La banda granata su bianco è linguaggio universale che i tifosi argentini riconoscono immediatamente, così come i tifosi granata identificano nei colori del River Plate un’estensione della propria famiglia calcistica. Questa maglia parla due lingue simultaneamente, appartiene a due tradizioni che si sono intrecciate per sempre quel maledetto 4 maggio 1949.
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