La maglia del Torino 1966-67: il colletto bianco e l’estro di Gigi Meroni

"La sua maglia granata con l’ampio colletto bianco diventa l’abito di scena di un artista che trasforma il calcio in spettacolo puro".

Continua l’era delle divise in lanetta.

La divisa del Toro di metà anni Sessanta è indissolubilmente legata a Gigi Meroni, “La Farfalla Granata”, il giovane talento capace di goal e di giocate imprevedibili che, con il suo leggendario numero 7 (in alcune partite ha indossato la divisa numero 10), incanta gli stadi italiani tra il 1964 e la tragica sera del 15 ottobre 1967, quando un’auto lo travolge in corso Re Umberto a Torino spezzando un sogno appena sbocciato.

Meroni incarna l’anticonformismo degli anni Sessanta: capelli lunghi, vita bohémienne, stile di gioco leggero, elegante e fantasioso come il volo di una farfalla. La sua maglia granata con l’ampio colletto bianco diventa l’abito di scena di un artista che trasforma il calcio in spettacolo puro, dribblando avversari con finte impossibili e accelerazioni che sembrano sfidare le leggi della fisica.

Anche per questo campionato la società si affida a fornitori che confezionano le maglie con cura artigianale, portando nel calcio competenze maturate nel ciclismo: in entrambe le discipline infatti viene utilizzata la cosiddetta “lanetta”, che per decenni ha rappresentato il tessuto sportivo per eccellenza.

L’eleganza della polo per la prima maglia.

La caratteristica più vistosa è l’ampio colletto bianco che spicca con forza sul granata. Le punte lunghe arrivano quasi alle spalle, seguendo le tendenze estetiche degli anni Sessanta quando le proporzioni si allargano e l’abbigliamento scopre nuova libertà espressiva. Il granata domina la superficie, creando con il bianco del colletto un contrasto cromatico immediato.

Il petto rimane pulito, senza stemmi: l’identificazione passa attraverso il colore sociale, secondo la tradizione dell’epoca pre-sponsor.

Pantaloncini e calzettoni: l’armonia completa

I pantaloncini bianchi e i calzettoni neri con bordo superiore granata completano la combinazione cromatica che è rimasta impressa nella memoria dei tifosi del Toro, indissolubilmente legata alla figura di Meroni che vola sulla fascia.

Il girocollo della seconda maglia.

Nessuna variazione stilistica degna di nota per la maglia girocollo manica lunga, sia nella variante granata (abbinata sempre ai pantaloncini bianchi), sia nella versione da trasferta totalmente bianca, come i pantaloncini e i calzettoni.

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