Gian Carlo Caselli, nato ad Alessandria nel 1939, è stato giudice istruttore a Torino dove, per un decennio, ha condotto le inchieste sulle Brigate rosse e Prima linea. Dal 1993 al 1999 ha guidato la Procura della Repubblica di Palermo. È stato direttore generale del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Dal marzo 2001 è stato il rappresentante italiano a Bruxelles nell’organizzazione comunitaria Eurojust contro la criminalità organizzata. Nel 2013 ha lasciato l’attività di magistrato, raggiunta l’età della pensione.
Caselli è un grandissimo tifoso del Torino, ancora oggi è sempre presente allo Stadio Olimpico-Grande Torino per seguire la sua squadra del cuore. Lo abbiamo incontrato nella sua dimora torinese per parlare della sua grande passione calcistica. Ha assistito alle ultime partite del Grande Torino allo Stadio Filadelfia. I suoi ricordi sul 4 maggio ’49, su Gigi Meroni, Giorgio Ferrini, il Torino di Gustavo Giagnoni, lo scudetto del ’76 e della stregata notte di Amsterdam.
Il magistrato tempo fa, attraverso le colonne della Gazzetta dello Sport, rivolse all’Unesco – l’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura, la Comunicazione e l’Informazione – l’invito a considerare il Grande Torino patrimonio dell’umanità: “Senza forzare più di tanto gli schemi dell’Unesco, si può sostenere che anche il Grande Torino merita di essere considerato un patrimonio dell’umanità”



