“Tutte le nubi che per giorni si sono addensate minacciose sul cielo del Torino si sono infine dileguate. Il tempo si è messo al bello quando l’altoparlante ha annunciato la formazione della squadra. A parte Rigamonti, squalificato, gli altri hanno finito per essere presenti: anche Gabetto che ha un risentimento muscolare, anche Mazzola dato per infortunato a Bari, anche Loik, rimasto a letto parecchi giorni, anche Castigliano non al meglio dei suoi mezzi fisici”.
Il campionato scocca l’ora della terza giornata. La domenica prima i granata le hanno prese a Bari e la sconfitta brucia, eccome brucia. È per questo che l’odierno incontro con i rossoneri della Lucchese è atteso come un possibile balsamo benefico per lenire la ferita pugliese.
Tuttavia, viste le precarie condizioni di molti fra i Campionissimi, per quanto fiduciosi, non tutti i supporter granata segnano un 1 fisso sulla loro schedina domenicale. E se i toscani, non nuovi a scherzi simili, replicassero il tonfo di Bari?
È il gran giorno di Sauro Tomà, all’esordio. Lo ha portato in granata il presidente Novo, dopo un lungo tira e molla estivo. Si conta sulla sua classe per dare respiro, quando è il caso, a Maroso, sovente infortunato, e a Rigamonti, sempre alle prese con qualche bizza.
I presagi sfavorevoli della tifoseria sembrano prendere corpo quando la Lucchese, per nulla intimorita, incomincia a inanellare un gioco insidioso e pungente. Per una buona mezzora il Toro si lascia ipnotizzare, anche se la porta di Bacigalupo non corre seri rischi.
La miccia che stimola Mazzola e compagni arriva inattesa e sulla scia di qualche falletto di troppo, sempre perdonato dall’arbitro, da parte degli ospiti. Lo sguardo d’intesa del capitano accende Castigliano che parte alla carica e al limite dell’area serve Gabetto. Botta potente sul palo e palla fra i piedi di Loik che a porta sguarnita non può fallire. Come non sbaglia quando, dieci minuti dopo, Mazzola gli offre un tiro di prima intenzione su un vassoio d’argento per suggellare sul 2-0 la fine del tempo.
Con Ballarin che negli spogliatoi si dichiara ferito, il numero dei granata in salute diminuisce ancora, eppure, paradossalmente, crescono e aumentano le reti.
La terza porta la firma di Mazzola che sgancia un tiro dei suoi su punizione dal limite: l’accerchiamento della barriera è un capolavoro balistico.
Se già la Lucchese stava per sciogliersi, ora con il duplice infortunio di Salar e Giusti, si squaglia proprio del tutto e il Toro ne approfitta.
Menti che è passato nella linea mediana non si scorda di essere un bomber, avanza e serve Gabetto che, seppur claudicante, infila in porta. Il pubblico si diverte e chiede altre reti. Incredibile a dirsi la quinta rete è di Aldo Ballarin che, relegato all’ala, consegna agli statistici la sfida di andare a ricercare un altro suo gol.
La festa la chiude Castigliano che, curiosamente, ottiene il punto come al rallentatore: non ha né animo né forza per correre, si limita a camminare in modo veloce ma quel tanto che basta per arrivare in tempo ad appoggiare in rete un bolide di Menti.
Tutti felici, ma il più gaio è Tomà: che esordio!
Con l’occhio del tempo, la partita si rivela una prova generale di ciò che avverrà la domenica successiva a Roma, quando il Toro ne rifilerà ben sette ai giallorossi!



