Belotti fa il diavolo e merita l’azzurro

"Praterie per il Torino, gasato quanto mai, dall’evolversi della gara. Il Bologna non riesce più ad opporre una resistenza adeguata".

Non è partito bene il campionato per il Toro del neo trainer Sinisa Mihajlovic, subentrato, dopo cinque stagioni, a Giampiero Ventura.

La prima uscita, a San Siro contro un Milan rabberciato e non ancora pronto, è andata buca. Il nuovo acquisto milanista Carlos Bacca si è presentato ai suoi tifosi come meglio non avrebbe potuto, mettendo dietro le spalle del portiere granata Padelli tutte e tre le reti della vittoria milanista (3-2). Una sconfitta che pesa per le tante incertezze difensive, ma nella quale ci ha messo lo zampino anche la sfortuna con Ljajic fuori presto per infortunio e Belotti che dal dischetto si fa incantare da Donnarumma, sciupando la possibilità del pareggio.

Il secondo appuntamento prevede l’arrivo al Grande Torino del Bologna, una squadra giovane e molto rinnovata. L’attesa da parte della tifoseria di casa è alta. Le stagioni di Ventura sono state tutte positive, dalla risalita in A alla conquista di un posticino in Europa League, e la speranza di tutti è quella di un assestamento per lo meno assimilabile, per quanto si sappia come Mjalovich sia più orientato del predecessore verso un gioco di slancio e di attacco, un atteggiamento spavaldo, in grado, quindi, di contemplare rischi maggiori. Staremo a vedere, si dicono i tifosi.

Per “annusarsi” alle due squadre occorre la prima mezzora, quando, di colpo, la gara si accende. Vives lancia a destra De Silvestri, il cross è al bacio per l’inzuccata di Belotti, piazzato nel cuore dell’area rossoblu.

Le felicitazioni granata durano un paio di minuti e arriva il momentaneo pareggio. Baselli si lascia scippare la palla da Taider che s’invola verso la porta con una brillante percussione centrale. La difesa sembra sguarnita, qualche granata prova a inseguirlo invano e così appena entra in area la rasoiata che fa secco Padelli è al tempo stesso chirurgica e potente.

Il Toro è scosso, ma torna in vantaggio prima di infilare gli spogliatoi. È ancora De Silvestri a imbeccare di nuovo Belotti, questa volta con una rapida e astuta rimessa laterale. Il “gallo” punta la porta e a nulla valgono le strattonate che gli impone un difensore bolognese: varcato il limite d’area il suo tiro è perfetto, il gol che ne nasce è frutto di potenza e intelligenza: 2-1 per il Toro.

Il colpo del ko, quello che svuota di energie il Bologna, arriva dopo neppure dieci minuti della ripresa. È un capolavoro di velocità che vede protagonisti Iago Falque, autore di un centro forte e teso, e Martinez, in giornata decisamente favorevole, che riceve e insacca di prontezza.

Praterie per il Torino, gasato quanto mai, dall’evolversi della gara. Il Bologna non riesce più ad opporre una resistenza adeguata e anche i centrocampisti granata si ritagliano momenti felici. È il caso di Baselli che, avanzando in tandem con il giovane argentino Boyè, viene a trovarsi indisturbato davanti al portiere Mirante: la rete è imparabile.

Si potrebbe passare quasi subito dopo alla cinquina se solo, come già la domenica precedente a San Siro, Belotti, steso piuttosto rudemente in area da Pulgar, non fallisse il conseguente penalty. Il gesto di rammarico del “gallo” lascia intendere che per lui la partita non è ancora finita, anche se ormai il cronometro segna meno cinque al termine.

Detto fatto. Questa volta l’azione granata è corale e suscita applausi. Si sviluppa ancora sulla destra e quando la palla arriva sui piedi di Belotti lui si ritrova la porta spalancata nella quale non è certo difficile infilare il quinto pallone. Una tripletta, questa del “gallo”, che non solo è la sua prima in A, ma gli vale la chiamata in azzurro, fra la soddisfazione di tutto l’ambiente granata.

La bella goleada rassicura sulla brillantezza e sulla dinamicità del gruppo, ma non nasconde certi vuoti a centrocampo e le molte amnesie della difesa. Ci sarà da lavorare parecchio.

Alla fine del torneo, con 53 punti, arriva un nono posto che manca il bersaglio europeo, sebbene mandi agli archivi una stagione comunque accettabile che vale la riconferma del tecnico (che sarà però rilevato a metà stagione da Walter Mazzarri).