Sen. Melchiorre: “Il nostro impegno non si limita a celebrare il passato”

"Quei grandi campioni che ci hanno lasciato troppo presto, sono sempre con noi, nel cuore di ogni tifoso granata".

Il Senatore Filippo Melchiorre ha fondato, assieme al Senatore Etelwardo Sigismondi, il Torino Club Parlamento, un’associazione bipartisan nata per sostenere la squadra granata e promuovere i valori sportivi. Torostoria lo ha incontrato presso il Senato della Repubblica, per conversare sul suo amore per il Torino e la maglia granata.

Quando si è innamorato del Torino e perché?
“Mi sono innamorato del Torino da bambino, grazie a mio padre che mi raccontava le gesta del Grande Torino con una passione che non poteva non colpirmi. Quelle storie di campioni che non erano solo atleti, ma uomini che incarnavano valori come il coraggio, la lealtà e la dignità, mi hanno fatto capire che il Torino non è una semplice squadra di calcio. È un simbolo, un modo di essere”.

La partita della vita?
“Se dovessi scegliere una partita, direi sicuramente il derby vinto 3-2 nel 2015. Dopo vent’anni di attese, finalmente quella vittoria ci ha restituito una dimensione storica, un senso di rivalsa che ci mancava. Non era solo una partita, era un atto di fede e una dimostrazione che, nonostante tutto, il Toro c’è e ci sarà sempre”.

Il ricordo più emozionante?
“Il ricordo che più mi emoziona è legato al 4 maggio, ogni volta che si sale a Superga. Quella giornata ha un significato che va oltre lo sport. È un momento di riflessione, di memoria, un’occasione per sentire e rendere vivo il legame con quei grandi campioni che ci hanno lasciato troppo presto, ma che sono sempre con noi, nel cuore di ogni tifoso granata”.

Perché dare vita al Toro Club Senato?
“L’idea di creare il Toro Club Senato insieme al collega Etel Sigismondi nasce dal desiderio di unire le forze dei parlamentari che condividono la fede granata e di tener viva la memoria del Grande Torino. Il nostro impegno non si limita a celebrare il passato, ma vuole anche promuovere iniziative che portino alla valorizzazione della storia e dei valori che quella squadra rappresentava, valori che sono ancora fondamentali oggi”.

Il 4 maggio 1949 dovrebbe diventare una ricorrenza nazionale?
“Sì, senza dubbio. Il Grande Torino è una parte della nostra storia nazionale, non solo sportiva. La tragedia di Superga non riguarda solo i tifosi del Torino, ma l’intera Italia. Riconoscere ufficialmente il 4 maggio come giornata di commemorazione nazionale sarebbe un atto di giustizia, una forma di rispetto per quei campioni che hanno rappresentato l’Italia della rinascita e che hanno scritto pagine indimenticabili del nostro sport”.

È possibile attivarsi per restituire al Torino lo scudetto del 1927?
“Se ci sono gli elementi storici e giuridici per farlo, sarebbe giusto fare luce su quella vicenda e restituire al Torino ciò che gli spetta. Parliamo di un’ingiustizia che, se corretta, avrebbe un valore simbolico molto forte per tutti i tifosi granata e per il mondo del calcio in generale. Sarebbe un atto di verità e di giustizia sportiva”.

Un augurio a Torostoria?
“Voglio rivolgere un grande saluto a tutti i visitatori di Torostoria. La vostra passione e il vostro impegno nel raccontare la storia del Torino saranno fondamentali per mantenere viva la memoria e la tradizione di una squadra che è molto più di un club.
il Toro ha bisogno di chi lo ama e lo racconta con il cuore. Forza Vecchio Cuore Granata!”.