“Non credevamo di amarli tanto” titola il 10 maggio del 1949 il settimanale satirico “Tifone”, nel raccontare il funerale del Torino, celebrato da una folla immensa che rende omaggio agli “Invincibili” a sei giorni dalla tragedia di Superga. Un titolo che rappresenta il grande amore che lega il tifoso granata alla storia del Club, alla memoria di una squadra che quest’anno compie 120 anni. La storia granata, ricca di favole, successi e drammi, non coinvolge solo i tifosi del Toro, ma appartiene a una città, a un intero Paese, ed è conosciuta anche fuori dai nostri confini. Il nobile desiderio che ci confessa il magistrato Gian Carlo Caselli – designare il Grande Torino come “patrimonio dell’umanità Unesco” – dimostra l’importanza storica della vicenda granata.
Ricercare, studiare, tramandare la memoria granata, per non dimenticare, è l’obiettivo di chi ha dato vita a Torostoria, una nuova testata giornalistica nata con l’ambizione di raccontare la storia di un patrimonio collettivo unico. Attraverso testimonianze e ricordi audio inediti, Torostoria sarà la voce della memoria storica di un Club che ha prodotto, per più di un secolo, fedeltà, amore incondizionato, ammirazione, passione e identità. È un sito dedicato ai tifosi granata di ogni generazione e di ogni parte del mondo.
W il Torino scrive per terra con un gesso un bimbo innamorato del Toro dopo aver appreso quanto accaduto a Superga. La scritta di un’immagine passata alla storia, diventa parte della nostra testata, un progetto aperto a chiunque voglia bene al Torino e ami il calcio, “la più bella e sana delle passioni” per lo scrittore Eduardo Galeano.
Torostoria nasce a febbraio del 2026, un anno in cui assieme ai 120 anni della storia del Torino e ai 100 dalla costruzione dello Stadio Filadelfia, si celebrano i 50 anni della vittoria dell’ultimo scudetto. “Nel 1976 quell’aereo è tornato a volare”, mi dice Gigi Radice, allenatore di quella squadra meravigliosa, in un’intervista da me realizzata più di quarant’anni fa per un’audiocassetta prodotta artigianalmente all’età di vent’anni e miracolosamente ritrovata da un amico in cantina. Assieme a Radice, potrete ascoltare, nel podcast “TORO AMORE MIO“, le voci di Paolo Pulici, Eraldo Pecci, Giglio Panza, Candido Cannavò, Piero Dardanello e di tifosi storici, parti di un racconto sul grande amore per il Toro. Testimonianze preziose accanto ad altre che Torostoria ha raccolto e continuerà a raccogliere. Voci di chi la storia del Torino e della sua città l’ha scritta, vissuta o raccontata.
Ci sono due persone a cui dedico questa nuova iniziativa editoriale. Il primo non è più con noi. Si chiamava Luigi Trabaldo Zena, lo chiamavamo “Ginetto”. Aveva fondato nel 1952 il Club Fedelissimi Granata Torino, il primo club organizzato di tifosi nato in Italia. Devo a lui l’aver trasformato il mio amore per il Torino in una fede. Ci sentivamo quotidianamente al telefono, come con un papà. Io a Bari, lui sabaudo nella città che adorava. Per me Ginetto era il Toro e viceversa.
Il secondo è Franco Ossola, figlio di un giocatore della squadra degli “Angeli di Superga”. In uno dei nostri incontri preparatori alla nascita del sito, mi ha mostrato la maglia granata, i pantaloncini bianchi, i calzettoni neri con bordo granata, che indossava suo padre, custoditi come si custodisce un tesoro. Non ho parole per trasmettervi l’emozione di aver visto e toccato la divisa del Grande Torino con quello scudetto tricolore di stoffa cucito all’altezza del cuore. Gliene sarò per sempre grato. Franco Ossola jr è la nostra guida alla storia del Toro, la stella polare del nostro progetto, il mentore di Torostoria.
Vi aspettiamo numerosi. Alé Toro!



